Magazine LudoBiblio del Meyer: cos’è e come funziona

LudoBiblio del Meyer: cos’è e come funziona

LudoBiblio del Meyer: cos’è e come funziona

Dal momento in cui un bambino o una bambina entra in ospedale, ciò che fino al giorno prima faceva parte della sua normale quotidianità, come leggere una storia prima di dormire o giocare con il proprio peluche o i propri amici, può sembrare improvvisamente distante.
Per questo, in un ospedale pediatrico, prendersi cura significa anche creare spazi e occasioni in cui bambini e adolescenti possano continuare a fare ciò che appartiene alla loro età.
Giocare, leggere, incontrare altri bambini o semplicemente trascorrere del tempo in un luogo diverso dalla stanza di degenza significa ritrovare una parte della propria routine. Ed è da questa idea che nasce la LudoBiblio dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, uno spazio dove libri, giochi, laboratori e relazioni si intrecciano ogni giorno, diventando parte dell’esperienza di chi vive l’ospedale. 

In questo articolo scoprirai cos’è la LudoBiblio, com’è organizzata, quali attività ospita e perché rappresenta uno dei luoghi più significativi dell’Ospedale Meyer e uno dei progetti chiave sostenuti dalla Fondazione Meyer.

Cos’è la LudoBiblio del Meyer?

La LudoBiblio è uno spazio pensato per bambini, bambine e adolescenti che riunisce gioco, lettura e attività (creative). È aperta sette giorni su sette e accoglie sia chi è ricoverato sia chi si trova in ospedale per visite o controlli.
Nata nel 2017 dall’unione della storica ludoteca con la biblioteca dell’ospedale, la LudoBiblio è molto più di una ludoteca e molto più di una biblioteca tradizionale: è un luogo in cui ogni attività nasce per rispondere ai bisogni di chi sta vivendo l’esperienza dell’ospedale.
Chi entra trova un ambiente luminoso, grandi vetrate affacciate sul verde, scaffali pieni di libri, giochi da tavolo, materiali per laboratori creativi e spazi in cui fermarsi a leggere, costruire, disegnare o semplicemente stare insieme. È uno spazio che, integrando conservazione libraria con l’attività ludica, invita a rallentare o divertirsi, e che restituisce, almeno per un momento, una sensazione di familiarità.

La giornata della LudoBiblio è scandita da letture, laboratori artistici e scientifici, giochi e incontri, e ogni attività è sviluppata in base alle caratteristiche, all’età e alle esigenze dei bambini e dei ragazzi, che comunque decidono in autonomia se partecipare o meno. E il suo calendario (che è possibile consultare sul sito della LudoBiblio) è molto ricco e ruota attorno a un’idea semplice: il gioco e la cultura sono occasioni di crescita che non devono mancare mai, nemmeno durante un ricovero.

Bambini che giocano nello spazio della LudoBiblio dell’Ospedale Meyer di Firenze

Perché il gioco è parte della cura?

Per ogni bambino e ogni bambina il gioco, più che un semplice passatempo, è un modo per esplorare il mondo, imparare nuove cose e dare significato alle esperienze.
Durante un ricovero o quando si è in ospedale per un esame possono emergere paura, disorientamento o domande difficili da esprimere. Giocando, invece, bambini e bambine riescono a incontrare le loro emozioni, comunicarle e riprendere, almeno in parte, il controllo su ciò che sta accadendo.

È proprio per questo che gli spazi ludici negli ospedali vengono definiti anche “riserve di gioco“, secondo l’espressione utilizzata dal pedagogista Bernard De Koven. Luoghi in cui l’infanzia continua a trovare spazio anche quando la quotidianità viene interrotta da una malattia.
La LudoBiblio nasce da questa idea: offrire un ambiente in cui fantasia, lettura, teatro, musica e creatività permettano ai bambini di esprimersi attraverso i linguaggi che sentono più vicini.
Al centro di tutto c’è la relazione costruita dagli educatori con bambini, bambine e famiglie, un rapporto basato su fiducia, arricchimento e partecipazione, tutti elementi fondamentali durante il ricovero. Non a caso, la LudoBiblio, come concetto e come spazio fisico, fa parte del più ampio progetto di Play Therapy sostenuto dalla Fondazione Meyer e, insieme ad attività come la Pet Therapy, la Musicoterapia e la Clownterapia, solo per citarne alcune, contribuisce a dare forma a situazioni in cui bambini e bambine possono continuare a essere, prima di tutto, bambini e bambine.

Come è organizzata la LudoBiblio

La LudoBiblio non coincide con un’unica sala, ma con un insieme di spazi pensati per rispondere alle esigenze di età e interessi diversi. Ogni ambiente ha una propria identità, ma tutti condividono la stessa idea: offrire occasioni di gioco, scoperta e relazione anche durante il ricovero.
Al suo interno trovano posto, infatti:

  • La vera e propria LudoBiblio, il cuore del servizio, dedicato a giochi, libri e laboratori,
  • L’Ortogiardino, lo spazio verde dove prendersi cura di piante, fiori e ortaggi.
  • L’area Teen Voice, pensata per ragazze e ragazzi.
  • Il progetto Poesia, che porta filastrocche, autori e laboratori poetici nella quotidianità dell’ospedale. 
  • Il Reparto delle Bambole, un’attività che periodicamente viene svolta in LudoBiblio e che riproduce, in forma giocosa, gli spazi di un vero ospedale.

LudoBiblio, lo spazio principale

La LudoBiblio è il cuore pulsante, lo spazio dove leggere, giocare, costruire, inventare storie o partecipare ai laboratori.
Nel corso dell’anno gli educatori e le educatrici propongono percorsi dedicati alla narrazione, all’arte, alla scienza e al teatro. Molti laboratori prendono spunto da ricorrenze o giornate internazionali, come la Festa degli Alberi o quella degli Oceani. Una storia letta insieme diventa così il punto di partenza per un’attività condivisa, che spesso si conclude con un’opera collettiva capace di mettere in relazione bambini che fino a poco prima non si conoscevano.
Qui è possibile anche trovare tanti giochi da tavolo che, oltre a creare momenti di incontro, aiutano a esercitare attenzione, memoria, ragionamento e capacità di risolvere problemi. Una partita insegna a prendere decisioni, accettare gli imprevisti, gestire una sconfitta e riprovare. Competenze che, in forme diverse, diventano preziose anche durante un ricovero.

Ortogiardino, l’area verde dedicata alla cura di piante e fiori

Accanto alla LudoBiblio c’è l’Ortogiardino, inaugurato nel 2009 e ampliato negli anni. Qui si coltivano ortaggi, erbe aromatiche e fiori, ma soprattutto si riscopre il piacere di fare qualcosa con calma, seguendo i ritmi della natura.
Nell’Ortogiardino, infatti, ci si sporca le mani con la terra, si semina, si annaffia, si osservano colori, profumi e trasformazioni e, accanto alle attività di ortoterapia trovano spazio anche disegni, erbari, racconti e letture dedicate al mondo vegetale. Sono esperienze semplici, che riportano i bambini dentro una dimensione familiare, lontana per qualche momento dalle procedure e dai tempi dell’ospedale.
Questo spazio è anche un luogo dove fermarsi senza dover fare necessariamente qualcosa. C’è chi partecipa ai laboratori e chi preferisce sedersi, osservare il cielo, seguire il volo di una farfalla o ascoltare il vento tra gli alberi. Ogni piantina coltivata può anche essere portata nella stanza di degenza e, una volta tornati a casa, conservare il ricordo di quell’esperienza.

Bambini che coltivano l’orto giardino della LudoBiblio dell’Ospedale Meyer

Reparto delle bambole, un piccolo ospedale per bambole e peluche

Nella LudoBiblio esiste anche un ospedale molto particolare. Qui a essere curate sono bambole, peluche, trenini, dinosauri, unicorni e tutti quei giocattoli che arrivano con una cucitura da sistemare, un bottone da sostituire o un’ala da rimettere al suo posto.
Il Reparto delle Bambole riproduce, in forma giocosa, gli spazi di un vero ospedale: c’è il pronto soccorso, la sala operatoria, l’ortopedia, il centro prelievi e perfino un reparto dedicato al restyling, dove si confezionano nuovi vestiti o acconciature. Ogni giocattolo riceve una cartella clinica e, una volta “guarito”, viene dimesso con tanto di certificato di buona salute.

Teen voice, lo spazio dedicato agli adolescenti

Anche ragazze e ragazzi hanno bisogno di un luogo in cui sentirsi a proprio agio. Per questo la LudoBiblio dedica agli adolescenti l’area Teen Voice, un soppalco luminoso arredato con libri, giochi da tavolo e spazi in cui leggere, studiare o trascorrere del tempo con i propri coetanei.
Qui è possibile fare i compiti insieme agli insegnanti della scuola in ospedale, sfogliare una graphic novel, partecipare a una partita o semplicemente concedersi un momento di tranquillità. Le proposte di lettura comprendono classici, narrativa contemporanea, fantasy e fumetti che affrontano temi vicini all’adolescenza, dall’identità alle relazioni, fino alle emozioni che accompagnano questa fase della vita.
Condividere questi interessi con altri ragazzi aiuta a sentirsi meno soli. Parlare, giocare o leggere insieme permette di ritrovare una quotidianità che il ricovero rischia di interrompere, creando relazioni che spesso continuano anche oltre il tempo trascorso in ospedale.

Poesia, il progetto di laboratori e incontri con autori

Alla LudoBiblio trovano spazio anche rime, filastrocche e poesie. Il progetto “Poetare in ospedale pediatrico”, inaugurato da Bruno Tognolini e arricchito negli anni dalla partecipazione di autrici e autori come Giusi Quarenghi, Anna Sarfatti e Arianna Papini, porta nella vita dell’ospedale laboratori, incontri e atelier dedicati alla parola poetica.
Per bambini e bambine la poesia è spesso il primo incontro con il ritmo della lingua. Ninnenanne, filastrocche e giochi di parole incuriosiscono, fanno sorridere e aprono nuove possibilità espressive. Nei laboratori della LudoBiblio questo patrimonio prende forma attraverso letture, scrittura e attività creative che invitano a giocare con i suoni e con il significato delle parole.
Le neuroscienze hanno osservato come la forma poetica, grazie al ritmo, alla musicalità e alla forza delle immagini, attivi processi cognitivi complessi. Alla LudoBiblio queste caratteristiche diventano un modo per aiutare bambini e bambine a raccontare ciò che stanno vivendo, trovando parole capaci di dare voce anche alle emozioni più difficili.

La lettura ad alta voce in LudoBiblio

La lettura ad alta voce, una delle attività che possono essere parte di un percorso di biblioterapia, consiste nel leggere una storia a un gruppo di bambini, creando un momento condiviso di ascolto, immaginazione e relazione.
Leggere insieme crea vicinanza. La voce di un genitore, di un educatore o una educatrice rassicura, aiuta a rilassarsi e offre un punto di riferimento nei giorni in cui tutto sembra cambiato. Per i più piccoli diventa anche un rituale che richiama la quotidianità di casa, favorendo il sonno e rendendo più sereni alcuni momenti della giornata.
La lettura può rivelarsi preziosa anche quando parlare di ciò che si prova è difficile. Una storia permette di riconoscersi in un personaggio, di dare un nome alle emozioni e di affrontare paure o domande attraverso un racconto. Per questo alla LudoBiblio i libri non sono semplicemente da leggere, ma occasioni di incontro, dialogo e condivisione.

Chi lavora nella LudoBiblio

Dietro ogni attività della LudoBiblio c’è un’équipe di educatrici ed educatori con una formazione specifica sul sostegno a bambini e bambine in ospedale. Sono professionisti e professioniste laureate in Scienze dell’educazione o in discipline affini, che approfondiscono costantemente il proprio lavoro attraverso percorsi di aggiornamento dedicati.
La loro presenza non si limita agli spazi della LudoBiblio. Ogni giorno raggiungono anche i reparti, portando libri, giochi e laboratori direttamente nelle camere di degenza, sempre in accordo con il personale sanitario.
Il loro lavoro, infatti, si intreccia con quello di medici, infermieri e di tutte le figure che operano in ospedale. Ogni persona ha competenze diverse, ma un obiettivo comune: costruire un ambiente in cui bambini e bambine possano sentirsi accolti e vivere il ricovero nel modo più sereno possibile.

Tra i volti della LudoBiblio (che puoi scoprire nella pagina dedicata agli educatori e alle educatrici della LudoBiblio) c’è quello di Claudio, il responsabile della LudoBiblo, che da anni si occupa di questo posto un po’ magico dove il gioco e le storie rendono il tempo più fluido. Il suo è un compito importantissimo: far sentire a casa i bambini, assecondando i loro tempi, che nel momento dell’ospedalizzazione possono essere molto particolari.

Come sostenere la LudoBiblio al Meyer

Ogni attività della LudoBiblio, dai laboratori creativi alle letture ad alta voce, fino ai progetti dedicati all’Ortogiardino, è resa possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Meyer. La Fondazione raccoglie le risorse necessarie per mantenere vivo questo servizio e continuare a offrire ai bambini e alle bambine ricoverati occasioni di gioco, lettura e scoperta durante la permanenza in ospedale.
Scegliere di fare una donazione significa, quindi, trasformare un gesto di solidarietà in attività concrete: nuovi libri, materiali per i laboratori, giochi, percorsi educativi e progetti che ogni giorno rendono la LudoBiblio uno spazio accogliente e ricco di opportunità.

Puoi sostenere la LudoBiblio e gli altri progetti con una donazione singola o regolare oppure destinando il tuo 5×1000 alla Fondazione Meyer (Codice Fiscale: 94080470480). Sono modi semplici per contribuire a un modello di cura che mette al centro i bisogni di bambini, bambine e delle loro famiglie.
Perché ogni giorno al Meyer, il gioco è parte della cura. Aiutaci a sostenerlo.