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La natura ci circonda, ma soprattutto è parte di noi: ritmi, colori, luci e lo stesso contatto con gli elementi naturali influenzano il nostro benessere più di quanto immaginiamo. Una passeggiata nel verde, le mani nella terra, il gesto di osservare una pianta che cresce possono aiutare a rallentare, ritrovare calma e sentirsi più presenti. E in un ospedale pediatrico, questa relazione può assumere un valore ancora più importante. Sono tante le ricerche che hanno dimostrato che poter godere della natura aiuta a sopportare meglio il dolore, lo stress e addirittura stimola la ripresa dell’organismo in fase di convalescenza. Per bambini e bambine ricoverati, però, la natura offre anche qualcosa di più: uno spazio in cui continuare a esplorare, osservare e prendersi cura di qualcosa, mantenendo un legame con la quotidianità e con la propria età.
In questo articolo scoprirai che cosa significa giardino terapeutico, quali benefici può offrire, in cosa consiste l’ortoterapia e come l’Ortogiardino del Meyer concretizza questa filosofia.
Un giardino terapeutico è uno spazio verde progettato per favorire il benessere fisico e psicologico delle persone che lo vivono, offrendo occasioni di tranquillità, relazione e contatto con la natura. L’idea che un giardino possa essere parte integrante della cura affonda le proprie radici nella storia. Già nell’antico Egitto venivano progettati spazi verdi destinati alle persone con disturbi mentali, mentre i giardini di monasteri e abbazie dell’Europa medievale rappresentavano luoghi dedicati al raccoglimento, al recupero e alla rigenerazione. Montecassino in Italia, Cluny in Francia, Montserrat in Spagna sono alcuni degli esempi più significativi.
La funzione riabilitativa dei giardini è stata recentemente riscoperta e rivalutata soprattutto nei paesi anglosassoni sia sotto forma di “Healing Garden” che di “Therapy Garden”, luoghi rivolti soprattutto a persone con disagi di tipo psico-pedagogico. Oggi i giardini terapeutici trovano spazio anche negli ospedali perché rispondono a un’esigenza sempre più riconosciuta: accanto all’efficacia delle cure mediche, anche la dimensione emotiva e psicologica della malattia merita attenzione e non va trascurata. In particolare, nei contesti pediatrici il rapporto con la natura offre ai bambini un ambiente in cui ritrovare gioco, immaginazione e creatività.
Esistono innanzitutto giardini terapeutici contemplativi, progettati per essere osservati e vissuti in modo tranquillo. In questi spazi il beneficio nasce dalla possibilità di passeggiare, sostare, ascoltare i suoni della natura o semplicemente guardare il paesaggio, favorendo rilassamento e recupero. Accanto a questi esistono i giardini terapeutici attivi, nei quali il contatto con la natura diventa esperienza concreta attraverso attività organizzate come la coltivazione di ortaggi, la cura delle piante o laboratori dedicati all’ortoterapia. Entrambe le tipologie condividono lo stesso obiettivo: trasformare il verde in un elemento capace di sostenere la cura e migliorare la qualità della permanenza in ospedale per pazienti, famiglie e operatori.
La biofilia descrive la naturale inclinazione dell’essere umano a cercare un rapporto con la natura e con gli altri organismi viventi. Secondo questa teoria, il contatto con ambienti naturali risponde a un bisogno profondo che può influenzare positivamente il benessere psicofisico. È proprio questo principio che oggi ispira la progettazione di molti ospedali pediatrici. La presenza di giardini, alberi, luce naturale e spazi verdi è molto più di un elemento architettonico: è parte integrante di un ambiente capace di accogliere e rassicurare. Per bambini e bambine questa relazione ha un significato particolare. Poter mantenere un contatto con la natura, anche durante il ricovero, permette di continuare a vivere esperienze positive.
Nel tempo, numerosi studi hanno analizzato gli effetti del contatto con la natura durante il ricovero. Tra i più noti ci sono quelli condotti dallo psicologo ambientale Roger Ulrich, del Center for Health Systems and Design dell’Università del Texas, che hanno mostrato come la vista di un paesaggio naturale possa incidere positivamente sull’esperienza ospedaliera. La ricerca ha confrontato due gruppi di pazienti il più possibile omogenei per età, patologia e peso corporeo. Chi, dalla propria stanza, vedeva alberi e spazi verdi ha avuto tempi di recupero più brevi e un minore bisogno di analgesici rispetto a chi si affacciava su un muro di mattoni. Il gruppo con una “vista verde” ha inoltre mostrato livelli di stress più bassi e una migliore disposizione psicologica durante la convalescenza.
Altri studi hanno rilevato effetti simili, evidenziando come la luce naturale e il contatto con l’ambiente esterno possano contribuire a ridurre l’ansia durante il ricovero.
Anche sulla base di queste evidenze, oggi molti ospedali nel mondo integrano gli spazi verdi nella progettazione, riconoscendo il valore del contatto con la natura come elemento complementare al benessere della persona.
L’ortoterapia è un intervento terapeutico strutturato che utilizza la coltivazione di piante, fiori, ortaggi ed erbe aromatiche per promuovere il benessere fisico, cognitivo ed emotivo della persona. Conosciuto anche come “Horticultural therapy” o “Garden therapy”, questo approccio trasforma il giardinaggio in un’attività capace di accompagnare percorsi di cura, riabilitazione ed educazione.
Nell’ortoterapia ogni attività è pensata per coinvolgere la persona in un’esperienza significativa, in cui il contatto con la natura diventa occasione di relazione, apprendimento e partecipazione. Seminare, annaffiare, osservare una pianta che cresce o raccogliere un ortaggio sono gesti che permettono di sperimentare il tempo dell’attesa, la cura dell’altro e la soddisfazione di vedere il risultato del proprio impegno.
Nel progetto dell’Ortogiardino del Meyer questo spazio assume il valore di un vero e proprio “setting terapeutico“: un ambiente in cui possono svilupparsi relazioni importanti e in cui il rapporto con la natura assume un ruolo curativo. Lo scopo è regalare ai bambini e alle bambine un luogo che sostiene benessere, lo sviluppo psicologico attraverso momenti di condivisione e laboratori con altri bambini, famiglie e operatori.
Le attività di ortoterapia possono produrre benefici su diversi livelli:
I giardini terapeutici rappresentano uno degli strumenti più studiati nell’ambito dell’umanizzazione degli spazi di cura. Sono tante le ricerche che hanno osservato come il contatto con ambienti naturali influenzi positivamente l’esperienza ospedaliera, affiancando, senza sostituirle, le terapie mediche. Per bambini e bambine ricoverati, un giardino terapeutico offre infatti uno spazio in cui è possibile continuare a esplorare, giocare e fare esperienza, mantenendo una continuità con la vita quotidiana anche durante il ricovero. I benefici osservati dalla letteratura riguardano diversi aspetti:
E i benefici non riguardano soltanto chi è ricoverato. Anche genitori, fratelli, sorelle e altri familiari possono trovare nei giardini terapeutici uno spazio di pausa e sollievo.
All’Ospedale Pediatrico Meyer il giardino terapeutico prende forma nell’Ortogiardino, uno spazio verde che offre a bambini e bambine ricoverati un’esperienza di contatto diretto con la natura. Inaugurato nel 2009 e successivamente ampliato e rinnovato, l’Ortogiardino è curato dagli educatori della LudoBiblio grazie al sostegno della Fondazione Meyer. Durante tutto l’anno ospita laboratori a cui possono partecipare i bambini ricoverati insieme ai loro genitori, dedicati alla semina, alla coltivazione di ortaggi, fiori ed erbe aromatiche e alla cura delle piante.
Ma ciò che rende speciale questo luogo è il modo in cui viene vissuto. Nell’Ortogiardino ci si sporca le mani con la terra, si osservano forme, colori e profumi, si semina, si annaffia, si raccoglie. Accanto alle attività di coltivazione trovano spazio anche il disegno, la realizzazione di piccoli erbari, la lettura di storie dedicate a fiori, piante e radici. Tutto avviene con un ritmo che invita all’ascolto paziente, aiutando bambini e bambine a ritrovare la giusta tranquillità per affrontare ogni giornata. Alla fine dell’attività ogni pianta può anche accompagnare il bambino nella stanza di degenza e, al momento del ritorno a casa, diventare il ricordo concreto di un’esperienza fatta di cura, gioco, amicizia e condivisione.
Ma questo è anche un luogo dedicato agli incontri e alle pause rigeneranti. Educatori, personale sanitario, genitori e familiari condividono questo spazio come ambiente di conversazione, ricreazione e sollievo. C’è chi partecipa ai laboratori e chi sceglie semplicemente di sedersi ad ascoltare il vento tra gli alberi, osservare le nuvole o seguire il volo di una farfalla. Perché un giardino terapeutico può offrire benessere anche nella sua dimensione più semplice: quella legata alla sua stessa esistenza.
Per saperne di più, puoi approfondire attraverso la news dedicate all’inaugurazione dell’Ortogiardino del Meyer e al progetto “Il Giardino di Cice”, che ripercorrono la storia di questo spazio e raccontano come sia cresciuto grazie anche al sostegno di tante persone e realtà vicine al Meyer.
Un luogo come l’Ortogiardino non è semplicemente uno spazio ricco di verde all’interno del nostro ospedale. È il risultato di una visione della cura che riconosce l’importanza dell’ambiente, delle relazioni e delle esperienze che accompagnano bambini e bambine durante il ricovero. Prendersi cura di un orto, osservare una pianta crescere, trascorrere del tempo all’aria aperta o ascoltare una storia seduti tra i fiori sono esperienze che aiutano a vivere il percorso di degenza in modo più sereno. Per questo la Fondazione Meyer sostiene la realizzazione e la manutenzione di progetti come l’Ortogiardino, insieme a tante altre iniziative, che fanno parte del progetto “Play Therapy”, una speciale “cura” che permette ai bambini di sentirsi come a casa propria.
Scegliere di sostenere la Fondazione significa, quindi, nutrire questi spazi e farli sbocciare, giorno dopo giorno, affinché sempre più bambini, bambine, adolescenti e famiglie possano viverli. Puoi farlo in diversi modi:
Sono gesti diversi, ma tutti accomunati dallo stesso obiettivo: continuare a far crescere, proprio come se fosse una splendida e rigogliosa pianta, un ospedale in cui la cura passa anche attraverso la natura e le attività che le persone possono vivere.